Settore Giovanile

Microfoni al responsabile del settore giovanile Filippo Ghinassi

By 03/10/2013 No Comments

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Il motore di tutte le società sportive sono le persone che lavorano, gente che spende il proprio tempo per un progetto e ne sposa i colori in toto. Una di queste persone, uno dei motori dell’Imolese Calcio 1919 è Filippo Ghinassi, giovane e neo papà di Gioia, responsabile del settore giovanile del club. Le sue idee, unite a quelle dei collaboratori, degli allenatori, sono di vitale importanza per una società che si affaccia al balcone del futuro e vuole esserne protagonista.

Lo scorso anno sono arrivate tantissime soddisfazioni, ora le aspettative sono tutte rivolte all’annata cominciata qualche settimana fa: “Mi aspetto di vedere che il lavoro impostato – esordice Filippo –  continui il suo percorso di crescita. Fare settore giovanile è una crescita costante, rispettando i tempi fisiologici dei ragazzi, senza pressioni.  A Imola fortunatamente tutto ciò avviene ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti, a cominciare dal fatto che 4-5 ragazzi provenienti dal settore giovanile, giocano stabilmente in prima squadra. Questi risultati sono possibili anche grazie allo splendido rapporto con Lorenzo Spagnoli con il quale condivido la stessa idea di calcio, nella quale prima squadra e settore giovanile sono due parti stessa entità, collegate fra loro. Lorenzo crede molto nel settore giovanile, ma allo stesso tempo lascia lavorare con grande rispetto e serenità, senza pressione alcuna.   Al “Bacchilega” si respira un clima veramente sano e positivo, l’ideale per fare crescere i ragazzi sia come uomini che come giocatori”.

Dal punto di vista tecnico cosa ti aspetti dalle squadre del settore giovanile: “Prima di tutto la valorizzazione dei singoli. Priorità di ogni settore giovanile. Poi a livello collettivo vorrei vedere che le squadre dell’Imolese esprimano un buon calcio, palla a terra, non ostruzionistico o speculare, ma propositivo e coraggioso. Vorrei che quando la nostra maglia va in campo, indipendentemente dall’annata che gioca, gli avversari sappiano che hanno di fronte un movimento che fa calcio in una certa maniera: fair-play, rispetto, organizzazione, educazione, qualità calcistica dei singoli e del collettivo devono essere il nostro dna.”

Le strutture sono una parte di grande rilevanza, se hai campi in buone condizioni, la qualità del tuo lavoro aumenta sempre, in questo senso il Bacchilega è una garanzia infinita: “I campi sono fondamentali, il nostro centro è un’eccellenza di cui la città di Imola deve andare orgogliosa. Qualche politico di cui non conosco il nome, 25-30 anni fa decise di costruire non il solito paio di campetti, ma un vero Centro Sportivo. Quelle persone hanno fatto qualcosa di grande e da decenni la città si gode questo Centro, che regala sport e salute ai giovani imolesi. Da quest’anno ci sarà una novità importante: la proprietà sta investendo nelle strutture e realizzando un campo sintetico che farà fare un importante salto nella qualità degli allenamenti. Se penso al nostro progetto tecnico ed alle strutture a disposizione, credo che per un ragazzo di Imola, avere un’offerta calcistica di questo livello sia una grossa fortuna. Oltre al Progresso di Bologna, non vedo nel panorama calcistico, altre società che hanno un livello di crescita pari al nostro. Ad oggi mi sento di dire che in questo territorio solo Cesena e Bologna possono offrire qualcosa in più dell’Imolese, principalmente come sbocco di prima squadra”.

I risultati sono sempre fondamentali, nel vivaio si guarda a molti aspetti, e se questa o quella squadra si piazza bene in campionato passa quasi sempre in secondo piano, all’Imolese se ne tiene conto fino ad un certo punto, le aspettative dopo una stagione incredibile sono abbastanza alte: “Dalle cinque squadre con punti e classifica (Juniores-Allievi-Giovanissimi) ci aspettiamo che facciano un buon campionato e che provino ad arrivare alle finali come la scorsa stagione. La Juniores con la promozione della prima squadra in Serie D farà il campionato nazionale, nonostante questo assieme a Ricci e Spagnoli abbiamo deciso di costruire la rosa con un gruppo interamente formato da ragazzi del ’96, per anteporre la crescita dei ragazzi alle vittorie. Le squadre Allievi e Giovanissimi hanno il difficile compito di confermarsi, il campo dirà se ci riusciremo. Sicuramente possiamo giocarcela senza timore riverenziale con chiunque, senza dimenticarci mai che l’obbiettivo principe resta la crescita dei singoli. Nell’attività di base dove i campionati sono poco più che una serie di amichevoli con squadre locali, cercheremo di enfatizzare le esperienze con società professioniste, cercando di confrontarci con loro per crescere ulteriormente, dentro e fuori dal campo”.

L’anno scorso arrivarono risultati incredibili con tante squadre alle finali, il difficile arriverà ora che bisogna ripetersi: “Veniamo da un annata importante, ricca di soddisfazioni individuali e di squadra, ripetersi è sempre difficile, ma sono convinto che potremo fare molto bene. Il nostro è un lavoro a 360 ̊ che ha le sue fondamenta nello scouting e nella formazione dei tecnici. Per fare bene calcio, occorre avere ragazzi bravi e lavorare bene durante la settimana in allenamento: in quest’aspetto da questa stagione avremo anche il supporto dell’Udinese che sono convinto ci potrà dare un contributo importante”.

 

Il Responsabile del settore giovanile Filippo Ghinassi

Il Responsabile del settore giovanile Filippo Ghinassi