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MICROFONI AL RESPONSABILE DEL SETTORE GIOVANILE FILIPPO GHINASSI

By 05/10/2012 No Comments

Un esercito di ragazzi vestiti di rossoblù. Sono anni che il club più antico della città di Imola ha puntato forte sul vivaio, un modo per garantirsi il futuro, per offrire un’opportunità a tutti i ragazzi che vogliono praticare il gioco del calcio. Quando Mauro Lelli decise di ridare smalto al vivaio, chiamò alla sua corte Filippo Ghinassi, giovane di belle speranze con le idee molto chiare, Filippo prima è entrato nello staff, poi ne è diventato il punto di riferimento. Fra Ghinassi e l’ambiente è stato amore a prima vista, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, le idee e le strategie hanno fatto il resto. Ora il settore giovanile è florido e per la stagione 2012/2013 metterà in campo 15 formazioni, a cui va aggiunta il gruppo Juniores che fa parte dell’area tecnica della prima squadra. Numeri imponenti che danno la dimensione del lavoro fatto in questi anni dal club: “La nostraattività giovanile è suddivisa in due aree – dice Filippo Ghinassi – Agonistica ed Attività di Base. Questastruttura ci permette di coniugare due obbiettivi differenti, che se non pianificati a dovere potrebbero risultare in contrasto tra loro. Da un lato la volontà di far vestire a tutti la maglia dell’Imolese, dall’altro la volontà di preparare ragazzi pronti per approdarein prima squadra. Nell’Attività di base l’iscrizione è libera, proprio per dare a tutti la possibilità di indossare la maglia della squadra della propria città. Dal secondo anno Esordienti cominciamo a fare valutazioni tecniche ed iniziamo ad accelerare il percorsodi crescita che dovrà portare i ragazzi migliori alla Prima Squadra”.

Il responsabile del settore giovanile ha le idee molto chiare, e continua ad illustrare i programmi attuali del sodalizio rossoblù: “Nell’Attività Agonistica c’è solamente una squadra per annata. In quest’area abbiamo due squadre Allievi, guidate da Matteo Pernisa Matteo (Allievi Regionali ‘96) e Andrea Camanzi (Allievi Sperimentali ’97), due formazioni Giovanissimi, guidate da Marco Montanari (Giovanissimi Regionali ’98) e Filippo Ghinassi (Giovanissimi Sperimentali ’99) ed una squadra Esordienti, guidata da Basilio Petrolo (Esordienti Fair-play ’00). Nell’Attività di base abbiamo due squadre Esordienti ’01, guidate da Carlo Versari e Marco Lucani, e otto team Pulcini (annate ’02-’03 e ’04) guidate da Marco Angeli, Pietro Dal Pozzo, Lorenzo Vannini, Massimo Ceroni, Martino Vignali, Enrico Giorgi, Michele Ghirelli e Francesco Bianconcini. A queste formazioni vanno aggiunti tutti i bambini della categoria “Piccoli Amici”, area che fa capo al Responsabile di Categoria Sergio Ruosi”.

 Le iscrizioni al settore giovanile sono sempre un tema di grande attualità e i numeri che ruotano attorno sono argomento di discussione: “Più o meno siamo sugli stessi numeri dello scorsa stagione, ma non assolutamente è un problema, anzi… Ormai siamo assestati su numeri importanti ed un ulteriore incremento rischierebbe di far scadere la qualità dell’offerta calcistica, che a mio giudizio attualmente è di buon livello. Credo sia importante andare avanti in questa direzione, anche perché a mio avviso l’Imolese deve puntare maggiormente sulla qualità dei ragazzi più che sulla quantità. La struttura descritta precedentemente comunque riesce a garantire entrambi gli aspetti. Da quando sono  Responsabile del Settore Giovanile, ho focalizzato le mie energie proprio in questa direzione, elevare la qualità dei ragazzi dell’Imolese. Sono stati fatti inserimenti mirati di ragazzi con qualità calcistiche in tutte le squadre, proprio per elevarne il livello. E’ stato un lavoro portato avanti assieme a Mauro Lelli, un lavoro impegnativo fatto di scouting e collaborazioni con le altre società, ma che ha dato i suoi frutti, modificando radicalmente il vivaio in poco tempo tempo. Sono stati inseriti circa 150 ragazzi scelti, suddivisi tra le varie annate. Alcuni ragazzi approdati in prima squadra in questi anni come Sciuto la scorsa stagione e Santandrea, Ragazzini e Selvatici in questa, rientrano in questo gruppo di ragazzi approdati all’Imolese attraverso il reclutamento fatto nel settore giovanile”.

 Il lavoro fatto in riva al Santerno non sta passando inosservato e tanti giovani rossoblù sono finiti in club professionistici: “L’Imolese rappresenta un’ottima vetrina per i propri ragazzi, che hanno molteplici possibilità per mettersi in mostra. Le stesse società professionistiche ormai sanno che le nostre squadre sono di buon livello e le tengono monitorate costantemente. Solo nell’ultima annata 4 dei nostri ragazzi sono passati a realtà importanti. Andrea Ciaccioni (’96) è andato al Sassuolo, mentre Simone Raffini (’96) è passato al Cesena. Sempre la Società bianconera poi ha deciso di puntare su due nostri Pulcini: Simone Fabbretti (’02) e Simone Spoglianti (’03). Oltre a loro attualmente nel Cesena militano Matteo Salcuni (’99) e Alessandro Bizzini (’02), mentre nel Bologna giocano Alberto Malo (’95) e Lorenzo Dall’Osso (’95), Luca Camorani (’96), Nicolò Bosi (’97), Francesco Spano (’97), Andrea Mutti (’00) e Tommaso Barnabà (’01)”.

Quando comincia un nuovo anno calcistico, inevitabilmente ci si pone degli obiettivi, è così anche al Centro Bacchilega dove si lavora quasi giorno e notte per essere sempre migliori: “Il primo obbiettivo è di fare un’attività educativa e sana per i nostri ragazzi. Lo sport in generale, il calcio nel nostro caso, a mio avviso dà molto al territorio. Quando un ragazzo è su un campo di calcio, sappiamo cosa fa e sappiamo cosa non fa. Viene amarezza quando per colpa di qualche esempio negativo da parte di chi arriva in serie A, vengono gettate ombre su un intero movimento che ogni settimana manda in campo di 3 milioni di persone in Italia. Lo sport in generale, il calcio in questo caso da molto alla nostra società. Quindi il nostro primo obbiettivo è cercare di fare un’attività educativa, sana e possibilmente qualitativa per i nostri ragazzi, indipendentemente dal loro livello tecnico. Qualità dell’attività e valori educativi non sono due obiettivi in contrasto tra loro. Il secondo obiettivo è di cercare di lavorare bene sul campo, per preparare adeguatamente i nostri ragazzi cercando di farne esordire il più possibile in prima squadra. Dobbiamo continuare il nostro lavoro e se possibile migliorare ulteriormente, per dar seguito ad un lavoro che in questi anni ha visto approdare in Eccellenza Tedeschi, Castellucci, Naldi, Zaganelli, Cammarata, poi Sciuto, Grippa, Bunda e quest’anno Santandrea, Ragazzini, Selvatici, Pagani e altri, tutti provenienti dal vivaio”.

Nello sport, però, non bisogna mai mettere da parte l’ambizione di crescere e di fare meglio il proprio lavoro: “A mio avviso bisogna sempre crescere ed imparare. Quando “ti siedi”, pensando di essere arrivato, è l’inizio della fine. Potenzialmente quindi, possiamo crescere in tutti gli aspetti: squadra maggiore, settore giovanile, organizzazione, area tecnica. Certo se facciamo un’analisi interna, possiamo constatare che alcuni aspetti sono migliori di altri, a mio avviso è la mentalità che è importante e deve essere basata sull’umiltà, sulla voglia di imparare e crescere. L’Imolese deve farlo, ma deve essere anche ambiziosa, guardare in alto, perché la piazza ha tutte le potenzialità per arrivare lontano.”