IC1919 - LA STORIA DEL CLUB

La storia è un tuffo da un trampolino che esplora l’acqua sotto di te.
Centouno anni sono un percorso lungo, costellato di gioie e tanti dolori. Le prime partite all’ombra del simbolo di Imola, la Rocca Sforzesca: imponente, bella da morire, e simbolo di una città al confine fra l’Emilia e la Romagna.

01 01 2015 rocca sforzesca

Una storia fatta di pionieri che hanno giocato in tutte le serie, la C nazionale, e tanta quarta serie. Nomi mitici come Pantani, Gardenghi, Costa, Vavassori, Dalfiume e molti altri. Molte stagioni in D, la vittoria della Coppa Italia Nazionale di Eccelenza, e il professionismo quando Imola aveva il Gp, una squadra in serie A di volley femminile, la pallamano in A1 e il calcio a 5 in A2. Una città dello sport ai massimi livelli.

Tanti anni in serie C2, fino al 2004/05 quando i ragazzi di Angelo Alessio conquistarono una storica salvezza con un gruppo giovane e molto combattivo. Una permanenza ottenuta senza i play out, una vera impresa che viene cancellata in estate dagli organi federali, il club è inadempiente e viene retrocesso in Eccellenza.

Successivamente, nel campionato 2005/2006 accade l’irreparabile perchè in soli 365 giorni i rossoblù si trovano dalla serie C2 alla retrocessione in Promozione.

Un solo anno di Purgatorio, e la truppa di Marco Menghi vince la concorrenza dello Sporting Forlì e risale immediatamente nella sesta categoria nazionale dove è stata per sei anni consecutivi. Se il calcio ad Imola  ha continuato ad esistere è stato anche grazie all’intervento del sindaco Massimo Marchignoli. Da li in avanti è stato ricostruito il vivaio che attualmente conta oltre 400 tesserati, e molti ragazzi imolesi sono in giro nelle squadre professionistiche della regione, qualche altro prenderà la stessa strada in tempi molto brevi.

La vera svolta arriva nel 2012 quando il capitano Lorenzo Spagnoli prende parte del pacchetto azionario avviando un percorso nuovo con Franco Farneti in panchina. Nei quadri dirigenziali figura pure l’ex calciatore Gianluca Ricci. Subito al primo colpo arriva il salto in serie D con due salvezze consecutive.

 

Dopo 102 anni di storia, l’Imolese Calcio 1919, non può esporre nella propria bacheca alcun trofeo di caratura nazionale, ma annovera nella sua storia, 15 partecipazioni alla terza serie del calcio italiano, categoria nella quale milita attualmente, e 34 partecipazioni nella quarta serie del calcio nazionale.

La prima squadra milita nel girone B di Lega Pro da quando, il 3 agosto 2018, la FIGC ha ufficializzato il ripescaggio in Serie C.

Il Club ha sfruttato a dovere questa occasione dapprima raggiungendo il miglior risultato proprio nell’anno del centenario – arrivando al 3° posto del suo girone e alla semifinale playoff per la Serie B – e poi mantenendo la categoria nei due anni seguenti grazie alle vittorie dei playout su Arzignano Valchiamo e A.J. Fano.

La stagione 2021-2022 sarà la quarta consecutiva in Lega Pro, risultato mai raggiunto in questi 102 anni di storia rossoblù.

 

 

Nel mezzo una splendida cavalcata nella Tim Cup culminata al 3° turno affrontando, per la prima volta nella sua storia una squadra di Serie A come il Genoa C.F.C.

L’Imolese è stata una buona palestra per gli allenatori, Alessio è stato il vice di Conte al Siena, alla Juventus e infine in Nazionale. Un suo predecessore, Cristiano Bergodi, è stato alla guida del Pescara in serie A. Da ultimo, nell’anno del centenario, il toscano Alessio Dionisi porta la squadra al 3° posto nel girone B di Lega Pro e si guadagna la chiamata in Serie B da parte del Venezia. L’anno seguente conquista la Serie A sulla panchina dell’Empoli.

La dirigenza ha come primo obiettivo lo sviluppo del settore giovanile e il miglioramento delle strutture del Centro Tecnico Bacchilega in Pedagna: ormai sempre più casa di un club che vuole crescere.