L’ambizioso progetto “Scelte alimentari per il massimo della performance”, presentato a Imola in un incontro con la stampa lo scorso 23 settembre, prosegue il suo sfidante cammino dentro e fuori dal campo. Con l’avvicinarsi della fine dell’anno solare si può tracciare un primo bilancio di questo lavoro, un modo completamente nuovo di approcciarsi all’alimentazione in ambito sportivo, rivoluzionario per gli strumenti e le metodologie che utilizza. Come spiegato nel precedente comunicato il test Recaller è un sistema diagnostico e terapico integrato per il controllo dell’infiammazione da cibo e il recupero della tolleranza alimentare che è stato ideato e realizzato dal dottor Attilio Speciani, specialista in immunologia clinica e allergologia, docente Master all’Università di Bologna e di Milano, giornalista, scrittore e blogger di riferimento per gli effetti della alimentazione sulla salute umana. Il progetto è iniziato studiando l’intero team spiegando agli atleti come nutrirsi per migliorare lo stato di benessere e soprattutto portare al massimo la performance atletica, rispettando anche gusto, piacere e tradizioni.

L’adesione della società Imolese, la cui visione del mondo calcistico e sportivo è di un’ampiezza fuori dal comune, è stata entusiastica e ha trasmesso agli atleti la giusta dose di attenzione e applicazione che costituiscono la base per il buon esito del progetto.

A seguito quindi dei test Recaller, effettuati da tutti i calciatori con la collaborazione della Farmacia Zolino ed in particolare della dottoressa Elena Penazzi, attiva promotrice del progetto, il protocollo di GEK, codificato dal dottor Attilio Speciani, ha consentito di studiare il livello di infiammazione presente in ogni organismo (analisi di alcune citochine infiammatorie attraverso un microprelievo ematico dal polpastrello) e di definire un Profilo Alimentare Individuale. Ogni atleta ha ricevuto precise indicazioni alimentari, volte ad abbassare il livello di infiammazione dell’organismo attraverso una opportuna rotazione dei cibi. Il metodo Recaller non prevede infatti l’eliminazione dei cibi in quanto non esiste cibo “contro” l’organismo (a parte eventuali allergie che sono un discorso a parte). La rotazione dei cibi attenua, fino a spegnerlo del tutto, l’effetto delle eccessive reazioni dell’organismo, restituendo piena salute alla persona.

Il costante contatto col team di nutrizionisti di GEK ha permesso di monitorare attraverso opportune misurazioni (Peso, Pliche Petto, Pliche Addome, Pliche Coscia, Resistenza, Reattanza, BMI [calcolato], TBW: Acqua Totale, ECW: Acqua Extracellulare, ICW: Acqua Intracellulare, FFM: Massa Magra, BCM: Massa Cellulare, MM: Massa Muscolare, FM: Massa Grassa, Angolo di Fase) l’andamento per ciascun calciatore, calibrando man mano la dieta secondo le specifiche esigenze di ciascuno. I risultati sono stati eccellenti grazie anche alla grande partecipazione degli atleti e all’importanza che la società Imolese ed in particolare modo il Presidente, Lorenzo Spagnoli, hanno dato al progetto.

Globalmente la squadra ha mostrato un netto incremento della massa muscolare e una diminuzione della massa grassa, nonché la globale riduzione della quantità di acqua trattenuta nell’organismo (ECW), grazie alla riduzione dell’infiammazione avvenuta per la maggior parte degli atleti. Le situazioni fisiche più critiche, come ad esempio la pubalgia che Tom Syku, difensore di scuola Udinese, si trascinava da mesi, sono state risolte e hanno permesso agli atleti di avere prestazioni ottimali.

A testimonianza dei riscontri clinici va sottolineato come la squadra abbia offerto prestazioni atleticamente brillanti, evidenziando una straordinaria capacità di emergere alla distanza (ben l’81% delle reti sono state segnate nella ripresa!): quando gli avversari iniziano a calare avvertendo la stanchezza l’Imolese invece emerge grazie a una freschezza atletica cui il metodo Recaller contribuisce in maniera decisiva.