La scorsa estate, il direttore sportivo Filippo Ghinassi ha deciso di puntare forte su Joan Alberto Bonilla, calciatore nato in Colombia che può giocare sia da esterno di centrocampo che in difesa, trovare l’accordo con l’Udinese proprietaria del cartellino non è stato difficile, fra i due club da alcune stagioni c’è una grande collaborazione.

Fin dalle prime partite Alberto “ormai mi chiamano tutti così” dice Bonilla, ha fatto vedere di essere un calciatore interessante e futuribile nonostante sia alla prima esperienza lontano dalla sua Udine:

Imola è molto carina – spiega Alberto -, è piccola e assomiglia molto alla città da cui provengo, mi trovo bene perché tutto è vicino e a portata di mano, questo aspetto ha favorito il mio ambientamento. Nello spogliatoio c’è un bel gruppo, e per un ragazzo come me che sta vivendo la prima esperienza fuori casa Imola e l’Imolese sono il posto ideale per farlo.

Posti nuovi da scoprire, luoghi da visitare, una cucina da assaggiare:

Ho già mangiato la piadina e mi piace, il cibo è diverso da Udine, ci sono tante pietanze buone e pure da questo punto di vista è una bella esperienza.

Dopo il settore giovanile e il campionato Primavera, la prima stagione fra i grandi:

Sono rimasto molto sorpreso dal livello con cui sono chiamato a confrontarmi, si lavora in maniera diversa e ci sono giocatori importanti, nella nostra squadra ad esempio abbiamo tanti calciatori esperti con una grande cultura del lavoro che aiutano noi giovani a crescere. All’inizio ho trovato un po’ di difficoltà in qualche situazione, mai poi con l’aiuto di chi ha già fatto questo campionato, è stato tutto più facile da affrontare.

Colombiano di nascita ma udinese di adozione:

Il mio idolo è Cuadrado, anche se per il modo di giocare dicono che assomigli a Zuniga.

L’Imolese sta attraversando un momento d’oro, i nove punti nelle ultime tre gare hanno invertito la rotta e fatto risalire la china ai rossoblù:

Eravamo partiti bene con la vittoria all’esordio, poi abbiamo smarrito la cattiveria che non deve mancare mai e in quel momento è cominciato il nostro brutto periodo. L’arrivo di Pagliuca ci ha fatto ritrovare la cattiveria smarrita, il mister è stato bravo a tirarla fuori, mentre noi siamo stati intelligenti a dar quel qualcosa in più che serviva. Se ognuno riesce a dare il meglio, per la squadra è più facile portare a casa i punti.

Il prossimo ostacolo da superare è la sfida interna con il Mezzolara, una formazione che sa chiudersi in difesa e una volta conquistato il pallone ripartire in contropiede:

Contro queste squadre noi abbiamo delle difficoltà, per fare risultato dovremo essere bravi nella gestione del pallone. Siamo in un buon momento, il mister saprà come dirigerci per poterli battere e continuare la serie di risultati utili consecutivi.